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La Genesi: perché un semovente "fai-da-te"?

L’idea è nata dalla necessità di superare i limiti della produttività quotidiana. Alberto cercava una soluzione che permettesse di tagliare grandi superfici con la stessa visibilità e comfort di una mietitrebbia. Ha così trasformato una trincia John Deere (attualmente una 7400 da 500 CV) in un porta-attrezzi semovente, eliminando l’apparato trinciante e installando un sollevatore anteriore con PTO dedicata.

Il partner ideale: Bellon Combi D680 GM

Per completare questo prototipo rivoluzionario, serviva una barra tripla con caratteristiche specifiche:

  • Affidabilità meccanica: la D680 GM è costruita con scatole di ingranaggi in cascata, eliminando le trasmissioni a catena e riducendo drasticamente le manutenzioni.
  • Qualità del taglio: capace di gestire anche i loietti più alti e fitti a velocità sostenute.
  • Rispetto del prodotto: grazie ai deflettori e alla configurazione della barra, l’andana viene deposta perfettamente tra le ruote della trincia, evitando ogni calpestamento.

I numeri di un cantiere da primato

I risultati ottenuti con la combinata Bellon parlano chiaro:

  • Resa oraria: quasi 10 ettari l’ora in condizioni ottimali.
  • Produttività giornaliera: fino a 35 ettari tagliati al giorno, gestendo con agilità anche appezzamenti piccoli e sparsi.
  • Efficienza: velocità di lavoro tra i 13 e i 15 km/h con consumi ridotti, grazie al motore che lavora a soli 1.700 giri.
  • Vantaggio agronomico: il condizionamento a rulli garantisce un’essiccazione rapida, permettendo di risparmiare un intero giorno rispetto alle procedure classiche.

Un dialogo diretto con la fabbrica

Oltre alle prestazioni, ciò che ha convinto i Lombardi è stato il rapporto con Bellon. L’azienda ha ascoltato i feedback dal campo, fornendo soluzioni personalizzate come i rinforzi agli angoli del fondo e l’ottimizzazione dell’inclinazione delle testate. Anche in assenza di un concessionario locale, l’assistenza è garantita con spedizioni di ricambi entro 24 ore.

Il verdetto finale

Alla luce di sette anni di esperienza e dopo aver usato due diversi modelli, Bellon esce insomma a testa alta da questa prova particolarmente impegnativa, in quanto effettuata su un cantiere assolutamente inusuale.

«Sì, siamo molto soddisfatti. È una barra che, per prima cosa, ha un prezzo concorrenziale. E per questi soldi lavora meglio di molte altre. Anzi, meglio di tutte le altre che abbiamo preso in considerazione per questo specifico impiego. Lo dimostra il fatto che ormai facciamo tutto lo sfalcio con trincia e Bellon. Le altre falciatrici restano sotto al capannone. E quando dovremo sostituire questa Combi-D680 GM, prenderemo ancora una Bellon». — Alberto Lombardi